L’uomo plitico Moro offuscato dal caso Moro.
Il rischio che si corre nel commemorare Aldo Moro è di rimuovere la grande personalità dello statista a favore del “caso Moro”; cosi facendo si sacrifica lo spessore, l’originalità, la personalità dando spazio al fatto o al problema della sua tragica fine.
La sua fine, certo, ha rappresentato una svolta irreversibile nella storia della nostra democrazia. Il punto di non ritorno, cui seguirà un declino rovinoso che ebbe il suo culmine , meno di quindici anni dopo. Sul caso Moro le indagini continuano senza ancora trovare una soluzione: continuano ad essere molti, infatti, l lati oscuri della tragedia; rimane aperto il dilemma se andavano fatte le trattative per la sua liberazione oppure lo Stato non poteva cedere al ricatto dei brigatisti pena la sua delegittimazione (il dilemma di Antigone ovvero la squassante scelta tra le ragioni della polis e i richiami della pietas )
Viene dato risalto al Moro delle lettere dal carcere dei brigatisti.
Si corre il rischio (ci siamo cascati in molti) di leggere quelle lettere ricorrendo al paradigma dell’irresponsabilità, del condizionamento (“le ha scritte lui,,ma non è lui ad averle scritte”). Insomma la condanna di Moro all’impersonalità perenne. Si è preferito di “esaurire l’intera riflessione indagando sui riflessi politici del caso,lasciando sullo sfondo, come un’ombra tenue “l’uomo Moro” (Diamanti,op.cit).
Resiste l’immagine, a trent'anni di distanza, di un prigioniero condannato a morte da un duplice potere, terrorista e "statolatrico", ma che tuttavia sa battersi con ostinazione fino alla fine, sollecitando lettera dopo lettera il nostro sdegno umanamente solidale.
Il mio intento, però, non è quello di parlare del caso Moro, ma parlare di Moro, della sua lezione politica, di Moro credente “che è riuscito nell’ideale che Pascal chiama “il far professione dei due contrari….Fedeltà a Dio, fedeltà alla terra” (Italo Mancini)”
a sua biografia, la sua teoria, la sua esperienza costituiscono ancora oggi un riferimento importante per comprendere il presente.
Lo riconosce Valter Veltroni in una recente lettera a Repubblica, riconoscendogli il genio di leggere il futuro, la capacità di capire i cambiamenti,. (continua)
In alllegato
Accademia di studi storici Aldo Moro Escludere cose mediocri, per fare posto a cose grandi…" (A. Moro 1977). Religioni, diversità e democrazia, Roma, 7 maggio 2003