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    Premio del tascabile, del livre de poche sanbenedettese, luogo per eccellenza di promozione della lettura con questi riferimenti: 1982 avvio del Circolo Riviera delle Palme, 1984 prima edizione del Premio del libro Tascabile - dal 2005 Premio Riviera delle Palme per la saggistica e la narrativa in edizione economica -  e nascita di “Riviera delle Palme”  mensile di informazione e di cultura, dal 1995 Festival internazionale della Poesia in luglio. La situazione attuale: 26 edizioni del Premio, 15 edizioni del Festival, 25 anni della rivista che pubblica 5 fascicoli ogni anno. A questo consuntivo eccezionale, unico per un’associazione culturale,  aggiungiamo -  altro dato sorprendente – l’elenco dei vincitori. Nel 1984 al primo appuntamento un solo premiato, Luca Goldoni. Poi,sempre  due, uno  per la narrativa e l’altro per la saggistica: 1985 Ugo Pirro e Piero Angela, 1986 Umberto Eco e Giacinto Spagnoletti (comincia la presidenza Carlo Bo della giuria), 1987 Gina Lagorio e Carlo  Rubbia / Uberto Crescenti, 1988 Giorgio Bassani e Piero Ottone, 1989 Carlo Sgorlon e Virginio Rognoni, 1990 Nantas Salvalaggio e Italo Mereu, 1991 Sebastiano Vassalli e Bartolomeo Sorge, 1992 Fulvio Tmizza e Sergio Quinzio, 1993 Roberto Pazzi e Vito Fumagalli, 1994 Susanna Tamaro e Antonio Zichichi, 1995 Francesca Sanvitale e Tahar Ben Jelloun, 1996 Nico Orengo e Ernesto Galli della Loggia, 1997 Giuseppe Pontiggia e Raffaele La Capria (presidenza Corrado Augias della giuria), 1998 Alessandro Boffa e Piero Bevilacqua, 1999 Luigi Pintor e Gaspare Barbiellini Amidei, 2000 Paolo Crepet e Dario Antiseri, 2001 Aldo Nove e Fortunato Minniti, 2002 Niccolò Ammaniti e Marcello Veneziani, 2003 Domenico Starnone e Salvatore Settis (presidenza Paolo Mauri della giuria), 2004 Laura Facchi e Arrigo Levi, 2005 Alberto Asor Rosa e Gianni Oliva, 2006 Marco Santagata e Giorgio Ruffolo, 2007 Giovanni Mariotti e Luciano Canfora, 2008 Marcello Fois e Giancarlo Bosetti, 2009 Milena Magnani e Gherardo Colombo | LE NOTE CULTURALI a cura di Gastostone Mosci








    L’Assessorato alle politiche culturali di S. Benedetto del Tronto in collaborazione con la Provincia di Ascoli Piceno ha organizzato un importante appuntamento culturale, dedicato a Mauro Crocetta (Trinitapoli 1942 – Montesicuro 2004). Il 27 marzo 2008, un convegno ha ricordato il drammaturgo, il poeta, il narratore, il saggista, lo scultore, una personalità complessa e acuta, che ha operato per più di trent’anni nella città, commissario di polizia, animatore culturale, impegnato nell’Associazione Riviera delle Palme, nella rivista omonima, nel Premio del Tascabile. Il 28 marzo, per la Stagione Teatrale  San Filippo Neri, il Teatro AnnA ha rappresentato il suo “Giuda” (1964), atto unico, con Edoardo Ripani, la regia di Fernando Micucci e le musiche di Riccardo Amabili. Crocetta era molto legato a Giorgio Barberi Squarotti, il critico che lo ha sempre accompagnato nella sua attività letteraria, allo scultore Giuseppe Marinucci, agli amici della Cantina dell’Arte di Ripatransone, al centro culturale di Palazzo Petrangolini a Urbino dove, nell’agosto 1990, Carlo Bo, Silvia Cuppini, Gastone Mosci e Anna Maria Leonardi hanno dato vita ad un seminario sulla sua opera poetica, artistica e teatrale. Nella sua opera è viva la presenza dell’antica cultura mediterranea. Fra gli altri premi, ha ottenuto nel 1990  il Premio L’Aquila dello Zirè d’oro  per la narrativa, consegnato da Valerio Volpini. Nel convegno sanbenedettese il prof. Gastone Mosci ha introdotto sul suo lavoro creativo come vocazione e come comprensione del mondo civile e spirituale della seconda metà del Novecento, come narratore-testimone della cultura meridionale e dell’esigenza di una visione politica nazionale alla ricerca di un nuovo umanesimo integrale nella società della globalizzazione, inoltre ha tenuto un intervento specifico sul suo romanzo “La toga stracciata” (1985); suor Orsolina Poma nella sua relazione ha parlato su “Giuda Iscariota in Mauro Crocetta e nella letteratura italiana del ‘900”; ha coordinato i lavori Tiziana Capocasa; letture di testi letterari di Edoardo Ripani e Fernando Micucci. E’ intervenuto l’assessore Margherita Sorge. Segue l’exposé di Gastone Mosci.

     

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    Novità artistica di Raimondo Rossi: il suo ultimo libro d’arte dedicato alle sculture.  Un’edizione sorprendente: “Angeli. Bronzi e cere” di Raimondo Rossi (Edizione Grafica Vadese 2009). Il sottotitolo: scultura e poesia. Rossi presenta la sua scultura insieme ad un’antologia di poesia con sette autrici, per i 50 anni della sua attività artistica, tutti personaggi di qualità: Marisa Zoni (Bologna-Urbania), Giulia Incisa (Roma-Urbania), Maria Lenti (Urbino), Maria Grazia Maiorino (Ancona), Germana Duca Ruggeri (Urbino-Ancona), Mariarita Stefanini (Pesaro) e Franca Mancinelli (Fano). Una  foto di Raimondo Rossi gioioso nell’inquadratura del grande Samuele Galeotti, urbaniese, fotografo a Venezia, chiude un libro elegante, suggestivo, quadrotto, cm. 21x21, cento pagine, carta patinata, grafica ardita di Factory snc Urbania, voluto da Dante Pasquini, collezionista e editore. Il contenuto: 25 bronzetti e 13 cere, tutti angeli e un volto di 25-30 cm. di altezza, presentati da testi critici, distribuiti nel tempo, di Valerio Volpini, Luigi Dania, Silvia Cuppini, Fabio Ciceroni, Mario Narducci, Gaetano Fermani e Gastone Mosci. Dopo le  splendide mostre di ceramica a Ripatransone nel 2007 e nella Rassegna Salvi di Sassoferrato del 2008, ecco la novità della scultura in bronzo, che parte dal 2004 e raggiune toni musicali, luminosi, sapienti e spirituali, che hanno convinto il suo Mecenate vadese. Gaetano Fermani, bibliofilo e collezionista milanese, quasi trapiantato a Urbania, ha curato la regia dell’operazione editoriale. Gastone Mosci ha raccontato l’esperienza artistica di Rossi ed il suo dialogo con i poeti nel testo che segue.

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    Sassoferrato. Nell’ambito della XIII Edizione del Premio di poesia e del racconto breve “Baldassarre Olimpo degli Alessandri” di Sassoferrato (An) è stato consegnato il 12 ottobre 2006  un premio alla carriera a  Padre Adriano Gattucci, minore francescano, del Santuario del Beato Sante di Mombaroccio. Ne parla il prof. Gastone Mosci della redazione di “Novanta9”. Il Premio di Sassoferrato, fondato  da Padre Stefano Troiani e presieduto da Fabio M. Serpilli ha premiato,  nell’ordine, con un angelo in ceramica di Raimondo Rossi,  per la poesia Matilde Avenali, Katia Marionni e Elisabetta Greddi; per il racconto Maria Lenti, Luciana Interlenghi e Rita Baldoni; per la poesia dialettale Corrado Morbidelli (Ancona), Piero Saldari (Ascoli Piceno) e Maria Lenti (Urbino). Della giuria facevano parte anche Mario Narducci,  Antonio Cerquarelli, Ornella Limoncelli, Renata Marchesi, Fiorisa Nataloni e Graziano Ligi, che ha curato il volumetto degli Atti dell’Edizione 2007 (può essere richiesto alla sede del premio Palazzo Baldini,  corso Don Minzoni 40, 60041 Sassoferrato). Intervento dell’Assessore alla cultura Dennis Luigi Censi, concerto all’arpa di Antonella Pierucci e Patrizia Ballerini, conduzione della cerimonia dell’attrice Paola Giorgi, direttore dell’ufficio stampa Tonino Luzi. E’ intervenuto il direttore del Premio Nazionale Gentile da Fabriano XII Ed.,  prof. Galliano Crinella, Alfredo Ferretti, lo stampatore Luciano  Bongiovanni.

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    L’Assessorato alle politiche culturali di S. Benedetto del Tronto in collaborazione con la Provincia di Ascoli Piceno ha organizzato un importante appuntamento culturale, dedicato a Mauro Crocetta (Trinitapoli 1942 – Montesicuro 2004). Il 27 marzo 2008, un convegno ha ricordato il drammaturgo, il poeta, il narratore, il saggista, lo scultore, una personalità complessa e acuta, che ha operato per più di trent’anni nella città, commissario di polizia, animatore culturale, impegnato nell’Associazione Riviera delle Palme, nella rivista omonima, nel Premio del Tascabile. Il 28 marzo, per la Stagione Teatrale  San Filippo Neri, il Teatro AnnA ha rappresentato il suo “Giuda” (1964), atto unico, con Edoardo Ripani, la regia di Fernando Micucci e le musiche di Riccardo Amabili. Crocetta era molto legato a Giorgio Barberi Squarotti, il critico che lo ha sempre accompagnato nella sua attività letteraria, allo scultore Giuseppe Marinucci, agli amici della Cantina dell’Arte di Ripatransone, al centro culturale di Palazzo Petrangolini a Urbino dove, nell’agosto 1990, Carlo Bo, Silvia Cuppini, Gastone Mosci e Anna Maria Leonardi hanno dato vita ad un seminario sulla sua opera poetica, artistica e teatrale. Nella sua opera è viva la presenza dell’antica cultura mediterranea. Fra gli altri premi, ha ottenuto nel 1990  il Premio L’Aquila dello Zirè d’oro  per la narrativa, consegnato da Valerio Volpini. Nel convegno sanbenedettese il prof. Gastone Mosci ha introdotto sul suo lavoro creativo come vocazione e come comprensione del mondo civile e spirituale della seconda metà del Novecento, come narratore-testimone della cultura meridionale e dell’esigenza di una visione politica nazionale alla ricerca di un nuovo umanesimo integrale nella società della globalizzazione, inoltre ha tenuto un intervento specifico sul suo romanzo “La toga stracciata” (1985); suor Orsolina Poma nella sua relazione ha parlato su “Giuda Iscariota in Mauro Crocetta e nella letteratura italiana del ‘900”; ha coordinato i lavori Tiziana Capocasa; letture di testi letterari di Edoardo Ripani e Fernando Micucci. E’ intervenuto l’assessore Margherita Sorge. Segue l’exposé di Gastone Mosci.

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    Giorni fa, ho ricevuto una e-mail da Giancarlo Cappanera, un anconetano che lavora in Sicilia (strana o, meglio lieta coincidenza, il ricevente è un siciliano che si è impiantato nelle Marche). Giancarlo “casualmente” ha visitato Agoramarche,in cui ho riprodotto il mio intervento svolto in un convegno (Senigallia) dove si ricordavano gli anni 70 del Leopardi di Valerio Volpini (l'intervento viene riproposto in allegato). La pubblicazione dell’articolo aveva lo scopo di sollecitare la “memoria” di quegli anni, che io ricordo come anni “creativi” e “produttivi”, a livello di speranze e di “novità”. Gianfranco mi ha scritto ringraziandomi di aver riprodotto quell’intervento e accennandomi alla sua esperienza anconetana di studente del 68 (del movimento studenti di azione cattolica e del suo foglio “Il brogliaccio”), di comuni conoscenze (Trifogli, don Paolo). Allora gli ho chiesto di parlare di questa esperienza e in modo da poter riallacciare un dialogo su una memoria, che ritengo non solo  “storica”, ma utile al presente, soprattutto perché i giovani (nostri figli) possano “conoscere” le tensioni, le speranze o illusioni, comunque i “progetti” di cui la generazione dei loro padri era portatrice. Il cinismo o il tradimento di dopo forse ha lasciato ben poco di quell’eredità. Gianfranco ha risposto al mio invito. Lo ringrazio del suo contributo e lo ringrazio perché questa “memoria” lui  “tenacemente e meritatamente” la mantiene attraverso il suo sito il brogliaccio http://www.frasassigsm.com/ilbrogliaccio, G.V.

     

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    E’ comune la consapevolezza di attraversare una situazione di difficoltà, di crisi, che è finanziaria, che è economica, che è sociale, che è persino crisi psicologica per certi versi.  Da anni si segnalavano i limiti di un sistema finanziario teso essenzialmente alla produzione di profitto a breve, alla remunerazione esclusiva dell'azionista di riferimento, alla raccolta del risparmio più che all'impiego in attività produttive. Per anni le politiche fiscali americane, seguite anche da alcuni paesi europei, hanno alimentato questo “andazzo”, provocando la conseguenza di  una distribuzione sempre più scriteriata e ingiusta della ricchezza.

    La pesante crisi finanziaria mondiale si sta, infatti, ripercuotendo ovunque in modo profondo sull’economia reale dei vari paesi. In Italia l’intero sistema produttivo è sottoposto ad una pressione enorme tra calo degli ordinativi e della produzione, crescita dell’utilizzo degli ammortizzatori, restrizioni al credito da parte del sistema bancario: la Cisl ha stimato in circa 900.000 i posti di lavoro a rischio nei prossimi mesi.

    La situazione sta subendo un rapido deterioramento sul fronte produttivo ed occupazionale anche nelle Marche, pure a causa delle restrizioni al credito verso le imprese che molti istituti bancari stanno operando. Non si tratta più solo di alcune gravi e prolungate crisi aziendali, ma di una improvvisa, estesa, robusta contrazione degli ordinativi, della produzione, delle ore lavorate. (continua)

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    APPUNTAMENTI| 12/9/2009

    Domenica 27 settembre dalle ore 15,00 le nostre ACLI di zona (Senigallia, Corinaldo, Ostra) promuovono la 1a MARCIA DELLA SOLIDARIETà in aiuto delle popolazioni e dei circoli aclisti della città de L’Aquila. Fissato l’avvio della marcia alle 15,00 da tre differenti punti di partenza (Parco della Pace, Bar Paola, Istituto Panzini), successivamente in Piazza Duomo sono previsti la concentrazione d’arrivo, un dibattito sulle nuove emergenze con la partecipazione di diverse personalità della cultura e del solidarismo, un concerto e, alle 18,00, la Santa Messa conclusiva officiata dal Vescovo diocesano mos. Giuseppe Orlandoni.

    Al riguardo la Presidenza di zona della Acli (Luigi Mencucci, Arcangelo Valeri e Giorgio Carbonari) ha tenuto a sottolineare che le Acli promuovendo questa marcia della solidarietà sollecitano anche la  responsabilità civile soprattutto orientata a costruire una nuova qualità del lavoro e del vivere civile, con un’attenzione tutta speciale alla convivenza e cooperazione fra culture ed etnie diverse, alla costruzione della pace e alla salvaguardia del creato. Per questo durante la marcia pregheremo insieme ai nostri sacerdoti, non ultimo anche per dare concretezza alla nostra fede.”

    Come in analoghe circostanze, dal Circolo di Palazzo Mastai e dal Sestante siamo vicini all’iniziativa e invitiamo a parteciparvi e a promuoverla con la opportuna diffusione dell’informazione.

     

    Sabato 26 settembre Circolo e Sestante proseguono l’esplorazione dei tesori e dei capolavori d’arte custoditi in Regione, proponendo un’escursione rapida, dalle 16,00 del pomeriggio, a Caldarola. Sviluppando una felice intuizione di Vittorio Sgarbi, lì dopo quattrocento anni proprio nel Palazzo dei cardinali Pallotta è stata riunita ed ora è in mostra la collezione d’arte dell’alto prelato di Urbano VII che cercò di raccogliere nelle sue dimore il meglio dell’arte del tempo per farne sfoggio con i potenti che ospitò a Caldarola, dalla regina Cristina di Svezia al principe Casimiro di Polonia. Così dentro un suggestivo palazzo puntualmente restaurato, è offerta l’occasione piuttosto rara di poter ammirare insieme e di confrontarli dipinti di Caravaggio, Reni, Guercino e Mattia Preti. Di particolare interesse, insieme alla grande tela del Guercino “La cacciata dei mercanti dal tempio”, al S. Sebastiano di Guido Reni ed alla Maddalena penitente del Caravaggio, anche dipinti di altri importanti seppure meno noti autori (Domenichino, Cantarini, ecc.) di cui c’è traccia nella nostra pinacoteca di Senigallia. In più la magnificenza dei saloni e soffitti a cassettoni e l’affascinante  Stanza del Paradiso. Come è tradizione, dopo la visita che sarà guidata da un esperto è prevista una pausa di ristoro all’insegna delle stuzzicherie ruvide marchigiane e poi il rientro in città verso le 23,00. Per maggiori informazioni, la sede del Circolo (a Palazzo Mastai) sarà aperta tutte le sere a partire dalle 18,40.

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