C E N S I S OUTLOOK DEI CONSUMI Comportamenti di consumo e clima di fiducia delle famiglie italiane Primo Trimestre 2007 Considerazioni di sintesi OUTLOOK DEI CONSUMI. QUARTO TRIMESTRE 2006 1. I consumi nel primo trimestre 2007 – Prosegue a passo lento la ripresa ma pesano sulle famiglie le spese incomprimibili legate a tariffe per utenze domestiche e spese per carburante Il primo trimestre del 2007 è accreditabile di un incremento dei consumi in valore, seppure molto contenuto rispetto al periodo precedente. Si conferma dunque l’andamento rilevato nei precedenti trimestri del 2006, caratterizzati anche essi da aumenti progressivi ma molto limitati (mai superiori allo 0,6% tra un periodo e quello precedente come mostrano i dati Istat) dei livelli di spesa delle famiglie. L’aumento del valore dei consumi sembra confermato dall’indice sintetico delle spese che, nel primo trimestre 2007, ha assunto un valore pari a 3,11, migliorando dunque di poco rispetto al 3,10 rilevato nel quarto trimestre del 2006. Una conferma ulteriore dell’incremento delle spese familiari dovrebbe provenire dal fatto che ormai per il quarto trimestre consecutivo l’Outlook registra una crescita del numero di famiglie che ha dichiarato di avere incrementato i propri livelli di consumo; i dati disponibili indicano una riduzione del numero di coloro che dichiarano consumi piuttosto stabili (anche se si tratta della maggioranza degli intervistati) e si allarga considerevolmente – se messa a confronto con i dati rilevati a fine 2005 e agli inizi del 2006 – la quota di famiglie con livelli di spesa in aumento. L’incremento dei livelli di consumo sembra tuttavia determinato in larga misura da aumenti delle spese obbligate e incomprimibili, quali le tariffe per utenze domestiche, le spese per il carburante e i trasporti e solo in misura assai ridotta per panieri di beni capaci di determinare l’effettivo miglioramento del tenore di vita delle famiglie. I dati disponibili vanno pertanto interpretati con attenzione tenendo conto di due fenomeni concomitanti: a) gli incrementi delle spese in valore sono assai contenuti; b) larga parte di tali incrementi sembrano assorbili da spese obbligate e dalle tariffe di servizi non commercializzabili. 2. Le previsioni di consumo nel breve periodo - Molta cautela, in controtendenza con la ripresa di tono degli ultimi mesi Il secondo trimestre del 2007 potrebbe registrare un incremento molto contenuto della spesa delle famiglie italiane. Le previsioni per i prossimi mesi sembrano infatti improntate ad una forte cautela: poco più di un quarto delle famiglie contattate sembra intenzionato ad incrementare i propri livelli di consumo, mentre per la vasta maggioranza del 64% essi saranno pressoché stabili, ovvero simili a quanto registrato nei primi mesi dell’anno. Una proiezione dei dati al prossimo trimestre - proiezione elaborata attraverso un’analisi di regressione dei dati sulle previsioni di spesa e sulle spese a consuntivo – indica una flessione della percentuale delle famiglie con spese in aumento. L’indicazione di massima che è possibile trarre da tale dato, che tiene conto dei livelli di correlazione (elevata) esistenti tra le diversei risposte fornite dagli intervistati nel tempo ma che va considerato con la massima cautela, è che nel secondo trimestre del 2007 potrebbe verificarsi un rallentamento dei ritmi di crescita (invero già assai limitati) dei consumi rispetto al primo trimestre del 2007. Stante questo orientamento anche l’indice sintetico Censis-Confcommercio di previsione dei consumi si è rivelato più basso nell’ultimo trimestre di rilevazione rispetto a quanto registrato nel precedente periodo di analisi: esso è passato infatti dal 2,68 del quarto trimestre 2006 al 2,43 attuale. 3. I consumi in valore - Risparmi sulle spese correnti e maggiore propensione alle spese straordinarie Il confronto tra il primo trimestre del 2007 ed il primo trimestre del 2006 mette in evidenza come i valori medi delle principali spese familiari si siano leggermente ridotti, forse per una progressiva flessione della dinamica inflazionistica o per tentativi di risparmi effettuati dalle stesse famiglie al momento degli acquisti (es. per gli alimentari, per l’abbigliamento e le calzature). Parallelamente però si sono registrati nell’arco di un anno leggeri aumenti nelle spese medie di tipo straordinario, come quelle per l’acquisto di un PC o di materiale elettronico, la spesa per un viaggio di svago e divertimento, per interventi di manutenzione dell’abitazione e per l’acquisto di un elettrodomestico. Le differenze tra quanto rilevato nel primo trimestre del 2006 e del 2007 sono molto contenute, ma potrebbero cogliere leggeri mutamenti nei comportamenti di spesa, improntati a tentativi di risparmio sui prodotti di largo e generale consumo a favore di spese più impegnative (elettrodomestici, tecnologia consumer) che arricchiscono il paniere di consumo delle famiglie italiane. 4. La percezione della capacità di consumo – Si consolidano i segnali positivi ma non aumenta il senso di benessere materiale La quota di famiglie che considera buone o ottime le proprie capacità di consumo si è attestata nel primo trimestre del 2007 al 34,2%; nel medesimo periodo dell’anno precedente la quota si attestava ad un più scarno 26,7%. Sin dall’inizio del 2006, fino ad oggi, la percentuale di famiglie che dichiara buone capacità economiche si è apprezzabilmente ampliata, quasi a sottolineare un cambiamento di clima e un pur non eclatante maggiore ottimismo nei confronti del futuro, che sembra per ora avere trovato il suo punto più alto a fine 2006 ed una conferma nel primo trimestre del 2007. Un confronto tra gli ultimi tre trimestri di rilevazione se da un lato fa intuire il miglioramento di clima rispetto ai primi mesi del 2006, non consente tuttavia di rilevare un vero e proprio rivolgimento della situazione ed un più diffuso senso di benessere. E’ interessante rilevare, inoltre, come il progressivo miglioramento di clima non si traduca in marcati aumenti dei consumi (in valore) delle famiglie italiane, permanendo una diffusa cautela e ponderazione nelle principali e più impegnative decisioni di acquisto. Non deve essere inoltre sottovalutato il fatto che permane un consistente numero di famiglie che dichiara condizioni economiche instabili e critiche, pari, secondo ciò che è stato rilevato nel primo trimestre di questo anno, al 12% degli intervistati. Si tratta di più di 276.000 famiglie poste in un’area di disagio, costrette a spendere lo stretto necessario. 5. L’indicatore sintetico della percezione di incremento dei prezzi - Il raffreddamento della dinamica inflattiva Si abbassa per la seconda volta consecutiva e per la terza volta dalla metà del 2005 l’indicatore sintetico di percezione dell’incremento dei prezzi1 , confermando il rallentamento leggero della dinamica dei prezzi di principali prodotti di largo consumo rilevato dall’Istat. Il calo dell’indice tra il quarto trimestre del 2006 e il primo trimestre del 2007 (da 42,8 a 41,2) è in controtendenza con l’indice dei prezzi al consumo Istat (NIC) che riporta invece per gli ultimi mesi una lieve ripresa della crescita dei prezzi. Ciò forse è dovuto al fatto che i dati Censis- Confcommercio, basandosi sulle opinioni dei consumatori, colgono i fenomeni con uno o due periodi di ritardo rispetto a quelli identificati dall’Istat. 6. Clima di fiducia e visione del futuro E’ rilevabile sicuramente una certa discrasia tra le diverse opinioni rilevate. In particolare: - il primo trimestre del 2007 ha registrato un incremento pur lieve dei livelli medi di spesa rispetto al trimestre precedente; Calcolato come media delle percentuali di intervistati che hanno dichiarato di avere percepito, nei singoli trimestri, l’incremento dei prezzi di un paniere di beni e servizi di largo consumo, ponderati per il peso ad essi attribuito dall’Istat nel paniere dei beni di consumo delle famiglie. - le previsioni per l’immediato futuro sono tuttavia di nuovo parziale raffreddamento delle spese; - e nonostante tutto, il livello di ottimismo tra gli intervistati aumenta, seppure non in modo eclatante. Nel primo trimestre del 2007 si è registrato il terzo aumento consecutivo del numero di persone che guardano con ottimismo il proprio futuro e quello della famiglia che credono nella possibilità di un miglioramento delle proprie condizioni economiche. Gli ottimisti sono attualmente quasi il 57% degli intervistati a fronte del 52,2% rilevati nel precedente trimestre. Si tratta del valore più alto registrato nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Si va riducendo parallelamente il numero di pessimisti, oggi pari al 27% del campione analizzato, ma si tratta di un’area abbastanza consistente, mentre le persone incerte dopo essere state agli inizi del 2006 abbastanza numerose si sono anche esse ridotte, attestandosi al 16%. C’è da dire, che sebbene gli ottimisti oggi siano la maggioranza, resta un’ampia fascia di persone confuse o che guardano al futuro con toni marcatamente negativi, rivelando un senso di disagio o di difficoltà economiche da non sottovalutare. Il progressivo cambiamento di clima con toni più favorevoli ha inoltre determinato negli ultimi due trimestri un indice sintetico tra i più alti rispetto a quelli fino ad oggi rilevati. Esso si attesta a 2,98, un valore apprezzabile ma, a ben guardare, non estremamente consistente proprio perché assumono un peso ancora rilevante le consistenti quote di famiglie pessimiste o incerte. 7. Gli indicatori sintetici Censis-Confcommercio Gli indicatori sintetici consentono di riassumere i seguenti fenomeni: a) il primo trimestre del 2007 ha portato ad un lieve incremento in valore delle spese delle famiglie rispetto al trimestre precedente; b) la capacità di risparmio subisce una lieve contrazione nell’ultimo trimestre di rilevazione, quasi a compensare gli incrementi di spesa; c) allo stato attuale, nel secondo trimestre del 2007 la crescita dei consumi delle famiglie sarà più contenuta rispetto a quanto verificato nel primo trimestre del 2007; d) si allarga la fascia di ottimisti nei confronti del futuro sebbene tale ottimismo mal si concilia con l’atteggiamento di forte prudenza nei consumi che sembra avere avvio nel secondo trimestre dell’anno.